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Toscana

La Maremma

Un secolo fa era palude e malaria: oggi è il tratto di costa più selvatico.

La Maremma è la fascia costiera fra Cecina e il confine laziale, e fino agli anni trenta del Novecento era in gran parte palude: la malaria la rendeva quasi inabitabile, e ci vivevano solo i butteri con il bestiame, scendendo dai monti in inverno. La bonifica integrale, iniziata dai Lorena nel Settecento e finita sotto il fascismo, l'ha trasformata in pianura agricola.

Quello che resta della Maremma vecchia sta nel parco regionale dell'Uccellina, istituito nel 1975: ventimila ettari fra Principina e Talamone, con la pineta, la macchia, le dune e una decina di chilometri di spiaggia senza costruzioni. Dentro ci sono le torri d'avvistamento dello Stato dei Presidi e un'abbazia in rovina.

Come si visita

Il parco si percorre solo a piedi o in bicicletta: l'accesso è da Alberese, dove si prendono i biglietti e in alta stagione le navette, perché l'auto non entra. I sentieri vanno da due a dodici chilometri; in estate alcuni sono chiusi per il rischio di incendio, e la spiaggia di Marina di Alberese ha un numero chiuso.

Fuori dal parco la costa è più costruita ma non troppo: Castiglione della Pescaia, Punta Ala, Follonica e l'Argentario. I campeggi stanno quasi tutti in questa fascia, in pineta, e sono grandi. Nell'entroterra, a mezz'ora, ci sono le terme libere di Saturnia e i paesi del tufo.